Finalmente, l’aereo inizia la sua discesa verso l’aeroporto del Cairo. La città si estende a perdita d’occhio sotto di noi, un labirinto di strade, edifici e minareti. 

Nel terminal passeggeri, ignara della nostra presenza, Gisella guarda fuori dal finestrino e sorride. “Siamo arrivati. L’Egitto ci aspetta.” 

“Qualcuno ci sta osservando,” miagola improvvisamente Merlino, gli occhi fissi su un punto nell’aeroporto. Ha individuato qualcosa di sospetto: un uomo in abito scuro con una valigetta, troppo interessato all’arrivo del nostro aereo. “Quello è uno degli uomini che ho visto nei pressi della nostra casa prima di partire.” 

Annuisco gravemente. “PetTech è già qui,” sussurro. “Hanno seguito le ragazze, ma non sanno che noi siamo a bordo.” 

“E ora?” chiede Merlino. 

“Ora inizia la parte difficile,” rispondo. “Dobbiamo uscire da qui senza farci notare né dalle autorità egiziane né da PetTech, e poi raggiungere le ragazze.” 

“Ho portato il mio repellente anti-insetti,” annuncia orgoglioso Arturo. “Ma ho dimenticato quello per la sabbia. La sabbia! Sarà dappertutto!” 

“Non è il momento di preoccuparsi del tuo pelo,” lo rimprovera bonariamente Merlino. “Dobbiamo pensare a come muoverci in questa città.” 

Il telefono vibra di nuovo. Un messaggio di Brioche nella chat “Missione Sfinge”: “Ho rilevato comunicazioni criptate di PetTech. Hanno quattro uomini all’aeroporto. Ho inviato le loro foto al telefono. State attenti, il pelato con gli occhiali scuri è quello più pericoloso.” Subito dopo, Dana aggiunge: “Ho trovato una mappa degli antichi tunnel felini sotto il Cairo, era nascosta in un manoscritto digitalizzato dalla Biblioteca di Alessandria. Ve la invio subito…!” 

“Benvenuti in Egitto,” miagola Merlino con un accenno di ironia. “La terra degli antichi faraoni che veneravano i gatti… e ora ci metterebbero in gabbia se ci scoprissero.” 

Mentre i passeggeri iniziano a scendere dall’aereo, noi ci prepariamo per la nostra fuga furtiva. In questa terra di antichi misteri, abbiamo una missione da compiere, e nessuna normativa sulla quarantena ci impedirà di proteggere le nostre umane. 

Il telefono vibra una terza volta. È Brioche: “Ho monitorato le comunicazioni dell’hotel. Le ragazze alloggeranno all’hotel Baron, uno dei più antichi e storici del Cairo. Dana ha trovato un contatto locale – un gatto randagio di nome Malik che frequenta il ristorante dell’hotel. Vi aspetterà stasera vicino alla fontana nel giardino.” 

Ci scambiamo uno sguardo determinato. La nostra squadra si è dovuta ridurre a tre elementi sul campo, ma con Brioche e Dana che operano a distanza, siamo comunque una forza da non sottovalutare. 

L’avventura egiziana è appena iniziata, e io sento che questo viaggio cambierà per sempre il corso della nostra battaglia contro PetTech. 

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