Durante la prima sosta in un’area di servizio , le amiche si riuniscono con Filippo e Matilde per fare il punto della situazione. Il misterioso pulmino nero si ferma anch’esso, a circa duecento metri di distanza, in un punto che permette di osservare il gruppo senza essere notato.
Desdemona, consultando una mappa antica della Toscana che ha portato con sé, spiega: “Guardate, stiamo seguendo un’antica via etrusca. Questi sentieri erano usati dai mercanti e dai pellegrini per secoli!”
Filippo, affascinato, aggiunge: “Ho letto che gli Etruschi consideravano i gatti animali sacri. Li raffiguravano spesso nei loro affreschi tombali come guardiani dell’aldilà.”
Mentre il gruppo si prepara a ripartire, Astrid, il cane di Matilde e Filippo che fino a quel momento era rimasto tranquillo, inizia improvvisamente ad abbaiare eccitato, puntando non verso il boschetto vicino, ma proprio in direzione del pulmino nero. Il suo comportamento insistente attira per un momento l’attenzione di Severina.
“Cosa c’è, Astrid? Hai visto qualche animale selvatico?” chiede Matilde, cercando di calmare il cane che continua a fissare il veicolo distante.
Distratta dalla scoperta di Matilde, che si è avvicinata a un boschetto e ha trovato i resti di quello che sembra un antico cippo miliare romano, Severina dimentica rapidamente il comportamento strano di Astrid.
“Incredibile!” esclama Matilde. “Questi segnavia venivano usati dai Romani per indicare le distanze lungo le loro strade. Chissà quante storie potrebbe raccontarci!”
Questo piccolo ritrovamento inaspettato sembra dare il tono all’intero viaggio: un’avventura in cui ogni curva, ogni sosta, può rivelare un pezzo di storia, un segreto dimenticato, un legame tra passato e presente.
Con rinnovato entusiasmo, il gruppo riprende il viaggio. Le moto sfrecciano lungo strade panoramiche, seguite dal camper che procede a un ritmo più rilassato, come un guardiano protettivo.
E poco dopo, anche il pulmino con i vetri oscurati si rimette in moto, mantenendo quella distanza di sicurezza che lo rende quasi invisibile, ma sempre presente. Chiunque si trovi a bordo, sembra determinato a seguire il convoglio fino alla sua destinazione finale, per ragioni che rimangono, per ora, avvolte nel mistero.
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