La riunione è interrotta dall’arrivo di Habibi, un gatto randagio locale che funge da informatore. “Ho notizie,” miagola con forte accento tunisino. “La vostra carovana proseguirà domani verso El Djem, poi nei giorni successivi visiteranno Kairouan, Tozeur e infine Douz, alle porte del Sahara.”
“Il Sahara,” mi immobilizzo. “Le antiche leggende parlano di un portale maggiore nel deserto, uno dei primi punti di contatto tra il nostro mondo e quello umano.”
“È possibile che PetTech stia cercando quel portale?” chiede Arturo, preoccupato.
“È molto probabile,” rispondo. “Se riuscissero a localizzarlo e ad applicarvi la loro tecnologia, potrebbero creare un accesso permanente al GattoVerso.”
Mentre il gruppo discute strategie, mi avvicino silenziosamente alla finestra, osservando le luci dell’hotel dove Gisella dorme, ignara. Il nostro legame va oltre la semplice relazione tra umano e animale; è un filo invisibile che attraversa anche le barriere dimensionali. A volte mi chiedo se Gisella, nei suoi sogni, non percepisca frammenti del GattoVerso.
“Dobbiamo proteggerle,” dico infine. “Sia le nostre umane che il nostro mondo segreto.”
Il mattino seguente, Gisella e le sue amiche si svegliano entusiaste, pronte ad esplorare Hammamet. La medina, con i suoi vicoli stretti e tortuosi, i mercati colorati e i profumi esotici, le incanta.
“Sentite che energia in questo posto,” commenta Sofia, una delle motocicliste del gruppo. “È come se queste mura antiche custodissero segreti.”
“Ogni pietra ha una storia da raccontare,” conferma Desdemona con un sorriso enigmatico. “Alcune storie risalgono a tempi che gli umani hanno dimenticato.”
Nascosto tra le merci di un negozietto, noto l’uso peculiare di quelle parole: “che gli umani hanno dimenticato”. Non “che abbiamo dimenticato”. Un lapsus rivelatore?
La giornata trascorre velocemente, e presto il gruppo si prepara per ripartire. Il viaggio in moto riprende, con la carovana diretta verso El Djem. La strada si snoda attraverso paesaggi aridi e sconfinati, interrotti qua e là da oasi verdi e villaggi pittoreschi.
Per me e i miei compagni, seguire le motocicliste è una sfida continua. Ci spostiamo grazie a una rete di trasporto alternativa, utilizzando la comunità dei gatti randagi locali come supporto logistico, saltando da un camion all’altro, nascondendoci nei mercati e nelle stazioni di servizio.
“El Djem è famosa per il suo anfiteatro romano,” spiega Desdemona durante una sosta. “È uno dei meglio conservati al mondo, secondo solo al Colosseo di Roma.”
“Non vedo l’ora di visitarlo,” dice Gisella, ammirando il paesaggio. “Mi affascina la storia.”
“La storia visibile, cara,” mormora Desdemona a voce così bassa che nessuno la sente. Ma Merlino, con il suo udito potenziato, capta quelle parole e le trasmette agli altri.
“È confermato,” comunica telepaticamente a me. “Desdemona sa dell’esistenza del GattoVerso. O è una spia di PetTech, o è una Sensitiva indipendente.”
Nel frattempo, Brioche e gli altri esploratori hanno localizzato un accesso sicuro nei pressi dell’anfiteatro: una serie di gallerie sotterranee che i gatti locali utilizzano da secoli per spostarsi invisibili agli umani.
“Secondo le nostre fonti,” riporta Brioche al ritorno, “PetTech ha installato sensori ad alta frequenza intorno all’anfiteatro. Stanno cercando di rilevare le oscillazioni energetiche tipiche dei passaggi dimensionali.”
“Dobbiamo disattivarli prima che le umane arrivino,” decido. “E dobbiamo scoprire cosa ci attende nelle prossime tappe. Kairouan, Tozeur, Douz… PetTech potrebbe avere agenti in ciascuna di queste località.”
Mentre il sole tramonta, tingendo di rosso l’imponente sagoma dell’anfiteatro di El Djem che appare all’orizzonte, sento un brivido percorrermi la schiena. Questo viaggio in Tunisia si sta rivelando molto più pericoloso del previsto. Non è solo una questione di seguire e proteggere Gisella; è una corsa contro il tempo per salvaguardare i segreti millenari del GattoVerso.
“Siamo i guardiani della soglia,” penso, osservando i miei compagni prepararsi per la notte nella grotta nascosta tra le rocce. “E non permetteremo a PetTech di violare il confine tra i mondi.”
L’anfiteatro si staglia maestoso nel crepuscolo, testimone silenzioso di secoli di storia umana, ma anche custode di misteri che vanno ben oltre la comprensione umana. Misteri che io e i miei compagni siamo determinati a proteggere, qualunque sia il costo.
L’alba dipinge l’anfiteatro di El Djem di sfumature dorate, mentre Gisella e le sue compagne si preparano per la visita. L’imponenza della struttura le lascia senza parole, un monumento millenario che testimonia la grandezza dell’antica Roma, che si era spinta in tempi antichi sino in Nord Africa.
“È incredibile,” sussurra Gisella, ammirando le arcate e le gradinate. “Mi sento come se fossi tornata indietro nel tempo.”
Desdemona, appassionata di storia, guida il gruppo attraverso corridoi e arene, raccontando di gladiatori, spettacoli e antichi fasti. Le visitatrici si lasciano trasportare dall’atmosfera del luogo, immaginando le grida della folla e il fragore dei combattimenti.
Nel frattempo, il mio gruppo osserva la scena da lontano. “Hanno preso la direzione delle catacombe,” nota Merlino dalla sua posizione elevata.
“Interessante,” rispondo, osservando attentamente. “PetTech ha installato sensori nelle arcate principali. Stanno cercando qualcosa.”
“Le motocicliste si stanno spostando verso le catacombe sotterranee,” avvisa Brioche.
“Le catacombe?” chiedo, perplesso. “Non è una coincidenza. Secondo antichi documenti, le catacombe di El Djem nascondono segreti importanti.”
“Credi che Desdemona lo sappia?” chiede Dana.
“Probabilmente,” rispondo. “Guardate come guida le umane. Non sta seguendo il percorso turistico standard.” Mi alzo, deciso. “Merlino, Dana, andate in avanscoperta. Scoprite cosa stanno cercando.”
Merlino e Dana si infiltrano rapidamente nel sistema di tunnel che porta alle catacombe, muovendosi attraverso passaggi poco conosciuti.
***************************************
👉 Acquista il libro su Amazon
Disponibile in versione Kindle e cartacea
👉 Leggi altri estratti gratuiti dal libro Il GattoVerso: